domenica 4 marzo 2012

UNA RELAZIONE STABILE AIUTA A SOPPORTARE IL DOLORE FISICO


Un nuovo studio, riportato sulle pagine delToronto Star, suggerisce che chi ha una relazione d’amore di lunga data e stabile è meno sensibile al dolore. E per provare quanto affermato, la dottoressa Naomi Eisenberger e colleghi, hanno sottoposto a “punzecchiamento” doloroso 17 volontarie di sesso femminile.

Mentre facevano scorrere su un video le immagini dei loro partner, le donne sono state punzecchiate per provocarle dolore. Durante la visione, le donne hanno mostrato di sopportare il dolore; cosa che invece non facevano quando erano mostrate loro delle immagini raffiguranti, per esempio, ragni o altri oggetti sconosciuti.

Una prima ipotesi è che l’immagine di una persona cara può agire sulle emozioni e sulla risposta del cervello, a differenza di immagini sgradite o sconosciute, e quindi poco rassicuranti. La certezza di poter contare su qualcuno che si ama, quindi può far affrontare meglio il disagio.
«Sul piano pratico, se siete in una situazione di dover sopportare il dolore o vi dovete sottoporre a una procedura dolorosa portate una persona cara con voi o portare la foto di una persona amata con voi, può ridurre il dolore dell’esperienza», spiega Naomi Eisenberger al Toronto Star.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Science (PNAS) e mostra, per la prima volta, quale sia l’area del cervello coinvolta nei sentimenti. Per individuarla, i ricercatori hanno utilizzato una risonanza magnetica per immagini (MRI). Durante l’esperimento le donne venivano sottoposte a scosse pungenti che provocavano del dolore. Le partecipanti dovevano dare un punteggio al dolore tramite una scala da 1 a 20, mentre guardavano le diverse immagini: quelle della persona amata, i ragni o altri oggetti sconosciuti.

Dalle risposte ottenute si è scoperto che i punteggi erano significativamente più bassi quando le donne avevano osservato la foto della persona amata. In più, confrontato le immagini ricavate con la risonanza magnetica, era evidente che, in quei casi, la maggiore attività nella corteccia prefrontale ventromediale, che è associata a una sensazione di sicurezza.

Infine, sempre tramite la MRI, i ricercatori hanno scoperto che la corteccia cingolata anteriore dorsale, un’area del cervello responsabile della risposta allo stress, era stata meno attiva quando le donne guardavano le foto dei loro amati. A questo proposito Eisenberger ha detto che si potrebbe sostenere che le persone che godono di un rapporto d’amore da lungo tempo vedono il loro partner come un forte punto di riferimento che offre sicurezza.

IL TRADIMENTO DI LEI CON UNA ALTRA DONNA E' PERDONATO, MA NON VICEVERSA


I rapporti omosessuali tra donne a quanto pare sono visti di buon occhio dagli uomini – o, perlomeno, tollerati – tanto che se la propria partner tradisce con un’altra donna sono molto più propensi a perdonare e metterci una pietra sopra. La stessa cosa, tuttavia, non avviene se lei tradisce con un altro lui.
Al contrario, invece, le donne sono più propense ad accettare un tradimento eterosessuale che non omosessuale.

Per comprendere il meccanismo di tutto questo, la dottoressa Jaime C. Confer ha condotto uno studio in cui si scopre che i maschi mostrano più del doppio di probabilità  di continuare un rapporto di coppia con una partner che è stata infedele con un’altra donna che non con un altro uomo. Viceversa, le donne sono più propense a perdonare la scappatella con un’altra donna.
Per arrivare a scoprire questo curioso comportamento, la psicologa dell’Università del Texas a Austin (Usa) ha indagato presso 700 studenti universitari invitandoli a immaginare il tradimento del proprio partner, sia in un rapporto romantico che sessuale, protratto per tre mesi. Il tradimento doveva essere in un caso eterosessuale e nell’altro omosessuale. Per alcuni dei partecipanti il tradimento era stato con una sola persona; per altri con più persone. Infine, per alcuni era stato una volta sola; per altri più volte.
Dopo di che, è stato chiesto loro di raccontare quale era la reazione di fronte a questo tradimento.

Raccogliendo i responsi, come accennato, si è scoperto che le risposte sono state diverse per maschi e femmine. Se i primi sono più ben disposti ad accettare un tradimento omosessuale, non così lo sono le femmine.
Il fenomeno, spiega Confer, potrebbe essere spiegato da una questione di gelosia che differisce tra i due sessi. «Un meccanismo di forte gelosia è attivato in uomini e donne da diversi tipi di stimoli: quelli che minacciano la paternità negli uomini e quelli che minacciano l’abbandono nelle donne», spiega l’autrice dello studio.

Nello specifico, i risultati dello studio hanno mostrato che oltre il 50 per cento dei maschi intendeva continuare il rapporto con la propria partner quando il tradimento era avvenuto con un’altra donna. Soltanto il 22 per cento, invece, ha detto di essere disposto a perdonare il tradimento con un altro uomo.
Le femmine hanno detto che avrebbero perdonato il proprio uomo reo di aver avuto una relazione eterosessuale nel 28 per cento dei casi; nel caso che invece il proprio partner avesse avuto una relazione omosessuale, solo il 21 per cento ha detto che avrebbe continuato ad uscirci insieme. Un dato che mostra, comunque, una certa difficoltà al perdono del tradimento sia in un caso che nell’altro.

Secondo l’autrice dello studio, che ha pubblicato i risultati sulla rivista Personality and Individual Differences, questo dimostra proprio come l’uomo sia più preoccupato dal rischio che un rapporto eterosessuale della propria compagna possa mettere in discussione la sua paternità – cosa che, ovviamente, non avviene se lei ha un rapporto omosessuale. Per alcuni, poi, quest’ultima situazione può apparire come una possibile opportunità di avere rapporti sessuali a tre: due lei con un lui.
La preoccupazione della donna è invece l’essere stata abbandonata e privata delle attenzioni di cui ha esigenza.
In sostanza, due modi di approcciarsi alle diverse situazioni della vita che dimostra, ancora una volta, come maschi e femmine siano spesso pianeti diversi con orbite diverse.

LA DONNA PREFERISCE L'UOMO SANO A QUELLO VIRILE


Macho man in declino: l’uomo che attrae di più la donna è quello dall’aspetto sano, pulito. Ecco quanto afferma un nuovo studio condotto da un team di ricercatori inglesi: il dottor Ian Stephen della Scuola di Psicologia presso l’Università di Nottingham Malaysia Campus che ha coordinato lo studio e poi il dottor Ian Penton-Voak, la dottoressa Isabel Scott della Bristol University e infine il dottor Nicholas Pound della Brunel University London.  I risultati sono stati pubblicati suEvolution and Human Behaviour.

L’aspetto fisico dunque è importante per determinare, almeno a prima vista, se una persona è più o meno “sana”. E per le donne, questo parametro pare proprio sia più importante in un uomo che non la sua virilità. L’aspetto della pelle, in particolare del viso, è stato determinante in questo studio volto a valutare cosa spinge di più una donna nel preferire, a un primo sguardo, un possibile compagno di vita.
Per appurare quali fossero le scelte operate dalle donne, si legge nel comunicato UN, i ricercatori hanno coinvolto un gruppo di 62 femmine, denominato per l’occasione “Face Perception Group”, e composto da 30 donne di colore e 32 di razza bianca. A queste hanno mostrato le fotografie di 34 uomini di razza caucasica (bianchi) e 41 di uomini di colore. Le condizioni sono state controllate attentamente, così come è stato misurato il colore della pelle del viso.

Per dare l’avvio allo studio, i ricercatori si sono avvalsi di una nuova tecnica computerizzata detta  “Geometric Morphometric Methods” per misurare matematicamente le fattezze dei volti maschili e attribuire un punteggio in base alla mascolinità ricavata dal software. «Abbiamo utilizzato questa tecnica per confrontare matematicamente la forma dei volti degli uomini con un campione analogo di volti femminili delle stesse popolazioni», spiega il dottor Stephen.
Il primo dato evidente che si è riscontrato è stata la preferenza espressa dalle donne per i volti – sia bianchi che di colore – che avevano una più  o meno determinata pigmentazione color “oro”.

Questo color oro pare sia collegato allo stato di salute, suggeriscono i ricercatori. E questo fattore è determinante quando si tratta di scegliere un compagno di vita adeguato, che possa assicurare il successo della prole – o continuità della specie. In sostanza si tratta di un processo innato in ognuno di noi, legato all’evoluzione, che ci consente di identificare i soggetti più sani.

«Il colore attraente del nostro volto è influenzato dalla nostra salute: in particolare dalla quantità di pigmenti colorati antiossidanti carotenoidi che si ottengono da frutta e verdura nella nostra dieta – spiega Stephen – I carotenoidi sono anche ritenuti essere utili per il nostro sistema immunitario e riproduttivo, ci rendono sani e aumentano la nostra fertilità».
Ma quello che è stato determinante è che «la mascolinità del viso ha avuto alcun effetto sulla capacità di attrazione del viso», sottolinea Stephen.
Ecco dunque che non è la “mascolinità” palese – o l’impressione di virilità – a fare la differenza, ma l’impressione di salute che un volto sa trasmettere. Questo, per lo meno per le donne nei confronti dei maschi, pare essere una condizione determinante.

«Il nostro studio dimostra che essere sani può essere per gli uomini il modo migliore per apparire attraenti . Sappiamo che si può ottenere un colore della pelle più sano mangiando più frutta e verdura – questo può dunque essere un buon inizio», conclude Stephen.
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sabato 7 gennaio 2012

COME RICONOSCERE UN NARCISISTA PATOLOGICO O MANIPOLATORE AFFETTIVO


SE ALMENO 14 PUNTI CORRISPONDONO, SIAMO IN PRESENZA DI UN MANIPOLATORE AFFETTIVO OVVERO NARCISISTA PATOLOGICO
Test bilingue. La traduzione dal francese è riportata sotto ogni domanda.

1. Il culpabilise les autres, au nom du lien familial, de l’amitié, de l’amour, de la conscience professionnelle, etc.
Colpevolizza gli altri, nel nome del legame familiare, dell’amicizia, dell’amore, della coscienza professionale ecc.

2. Il sait se placer en victime pour qu’on le plaigne (maladie exagérée, entourage «difficile», surcharge de travail, etc.)
Sa atteggiarsi da vittima affinché venga compatito (malattie esagerate, persone che gli stanno intorno »difficili », sovrappiù di lavoro ecc)

3. Il peut être envieux même s’il est un parent ou un conjoint.
Può essere invidioso pur essendo un parente o un coniuge

4.Il reporte sa responsabilité sur les autres ou se démet de ses propres responsabilités.
Scarica la sua responsabilità sugli altri o si dimette dalle proprie responsabilità

5. Il ignore les demandes (même s’il dit s’en occuper).
Ignora le richieste (anche se dice di occuparsene)

6. Il ne supporte pas la critique et nie des évidences.
Non sopporta le critiche e nega l’evidenza

7.Il ne communique pas clairement ses demandes, ses besoins, ses sentiments et ses opinions.
Non comunica chiaramente le sue richieste, i suoi bisogni, i suoi sentimenti e le sue opinioni

8. Il utilise les principes moraux des autres pour assouvir ses besoins (notion d’humanité, de charité, racisme, «bonne» ou «mauvaise» mère, etc.)
Utilizza i principi morali degli altri per asservire ai suoi bisogni (nozione d’umanità, di carità, razzismo, « buona » o « cattiva » madre ecc)

9. Il ne tient pas compte des droits, des besoins et des désirs des autres.
Non tiene conto dei diritti, dei bisogni e dei desideri degli altri

10.Il répond très souvent de façon floue.
Risponde molto spesso in modo vago

11. Il menace de façon déguisée ou fait un chantage ouvert.
Minaccia in modo mascherato o ricatta apertamente

12. il utilise très souvent le dernier moment pour demander, ordonner ou faire agir autrui.
Utilizza molto spesso l’ultimo momento per chiedere, ordinare o fare agire gli altri

13. Il change ses opinions, ses comportements, ses sentiments selon les personnes et les situations.
Cambia le sue opinioni, i suoi comportamenti, i suoi sentimenti a secondo delle persone e delle situazioni

14. Il change carrément de sujet au cours d’une conversation.
Cambia totalmente discorso durante una conversazione

15. Son discours paraît logique ou cohérent alors que ses attitudes, ses actes ou son mode de vie répondent au schéma opposé.
Il suo discorso pare logico o coerente mentre le sue attitudini, le sue azioni o il suo modo di vivere rispondono allo schema opposto

16. Il invoque des raisons logiques pour déguiser ses demandes.
Invoca motivi logici per mascherare le sue richieste

17. Il évite ou s’échappe de l’entretien, de la réunion.
Evita o sfugge da un dialogo, o da una riunione

18.Il utilise des flatteries pour nous plaire, fait des cadeaux ou se met soudain aux petits soins pour nous.
Adopera l’adulazione per piacerci, fa regali o diventa improvvisamente premuroso nei nostri confronti

19.Il fait croire aux autres qu’ils doivent être parfaits, qu’ils doivent tout savoir et répondre immédiatement aux demandes et aux questions.
Fa credere agli altri che devono essere perfetti, che devono sapere tutto e rispondere immediatamente alle richieste e alle domande.

20. Il mise sur l’ignorance des autres et fait croire à sa supériorité.
Punta sull’ignoranza degli altri e fa credere di essere superiore

21.Il produit un état de malaise ou un sentiment de non-liberté (piège).
Produce uno stato di malessere o un sentimento di mancanza di libertà (trappola)

22. Il met en doute les qualités, la compétence, la personnalité des autres; il critique sans en avoir l’air, dévalorise et juge.
Mette in dubbio le qualità, la competenza, la personalità degli altri ; critica senza sembrare, svalorizza e giudica

23. Il ment.
Mente

24. Il est parfaitement efficace pour atteindre ses propres buts mais aux dépens d’autrui.
E’ perfettamente efficace per raggiungere i propri scopi ma al detrimento degli altri

25. Il fait faire ses messages par autrui ou par ses intermédiaires (téléphone au lieu du face à face, laisse des notes écrites).
Trasmette i suoi messaggi per mezzo degli altri, o par suoi intermediari (telefono invece di faccia a faccia, lascia note scritte)

26. Il prêche le faux pour savoir le vrai, déforme, interprète.
Predica il falso per sapere il vero, deforma, interpreta

27. Il nous fait faire des choses que nous n’aurions probablement pas faites de notre propre gré.
Ci fa compiere delle cose che altrimenti non avremmo fatte di buon grado

28. Il sème la zizanie et crée la suspicion, divise pour mieux régner et peut provoquer la rupture d’un couple.
Semina la zizzania e crea sospetto, divide per meglio regnare e può provocare la rottura di una coppia

29. Il est égocentrique.
E’ egocentrico

30. Il est constamment l’objet de discussions entre gens qui le connaissent meme s’il n’est pas là.
E’ costantemente l’oggetto di discussioni tra gente che lo conosce anche se non è presente
traduzione a cura di  Marylise Veillon
Fonte: http://violence.morale.over-blog.com/article-1-test-pour-detecter-un-e-manipulateur-trice-47714598.html

venerdì 6 gennaio 2012

A CAUSA DI FACEBOOK INCREMENTO DEI DIVORZI


Facebook stà portando ad una crescita esponenziale nel numero di divorzi in terra britannica.

Almeno secondo i recenti dati snocciolati dagli specialisti del sito web Divorce-Online, a partire da un campione di circa 5mila cittadini d'Albione. Il 33 per cento dei casi di separazione matrimoniale ha visto Facebook come causa scatenante, ovvero il 13 per cento in più rispetto all'anno 2009.

Colpa di messaggi troppo intimi inviati all'altro sesso, citati dal campione di Divorce-Online al primo posto nella classifica delle cause di divorzio più frequenti. A seguire, la pubblicazione di commenti sgradevoli - o meglio, sgraditi - e i comportamenti raccontati sul sito in blu da amici e amici di amici.

mercoledì 23 novembre 2011

LE DONNE SONO MAGGIORMENTE ATTRATTE DALL'UOMO CHE FUGGE

In amore vince chi fugge, recita un detto popolare e, nel caso di un uomo che lo mette in atto, pare sia vero: molte donne tendono a inseguire con caparbietà proprio l’uomo che, in qualche modo, mostra di non essere interessato a loro.

A decretare che spesso la donna vuole a tutti i costi accalappiare con il lazo lo “stallone” ribelle è stata la dottoressa Domeena Renshaw della Loyola University Health System Sex Clinic e autrice di “Seven Weeks to Better Sex”.

Secondo la ricercatrice, le donne tendono a ignorare i segnali che indicano chiaramente che, a lui, lei non interessa. Ma s’incaponiscono convinte di essere in grado di cambiare i sentimenti dell’uomo.

«Molte donne ritengono di essere in grado di cambiare la mente di un uomo e riuscire convincerlo a vivere felice e contento con lei. Tuttavia, le donne non possono cambiare gli uomini. Essi possono solo cambiare il modo in cui reagiscono a loro in questo contesto», sostiene Renshaw.

Perché dunque le donne si comporterebbero così? È solo questione di testardaggine, caparbietà o eccessiva stima nelle proprie capacità seduttive? A quanto pare, secondo l’esperta, il problema è esattamente l’opposto: dietro a questo atteggiamento della donna vi sarebbe invero una scarsa autostima.

«Le donne inviano chiari segnali che non danno valore a se stesse quando s’impegnano ripetutamente in situazioni o rapporti con uomini che non sono interessati», ha commentato Renshaw.

L’invito della ricercatrice è quello di staccarsi dagli stereotipi imposti dalla società che vogliono una donna capace e realizzata solo se è in grado di trovarsi e poi tenere un uomo.

«Invito le donne a concentrarsi su come trovare la felicità dentro di sé piuttosto che aspettare che gli uomini chiamino o agiscano», aggiunge Renshaw.

Lasciamo dunque il compito di inseguire e sedurre all’uomo, suggerisce l’esperta. «Se le donne possono imparare a emanciparsi, si danno credito e imparano a capire quando andare via da una situazione o relazione che non può funzionare, e su rendono libere d’incontrare qualcuno che è veramente interessato. Dobbiamo imparare dall'esperienza e capire che relazioni sane si basano sul reciproco rispetto e riconoscimento», conclude Renshaw.

Concordiamo.

Fonte ed articolo completo al seguente indirizzo : http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/lifestyle/articolo/lstp/430443/

UN TEST SCIENTIFICO ONLINE PER TROVARE LA PROPRIA ANIMA GEMELLA

Sperduti nel mare di offerte di single in cerca dell’anima gemella, spesso è assai difficile riuscire a districarsi e, soprattutto, trovare davvero ciò che si sta cercando: l’anima gemella, quella vera.

Oggi, un rivoluzionario test promette di riuscire a risolvere il problema sfruttando la scienza del cervello. Si chiama “BrainDesire” http://braindesire.com/ ed è stato ideato e prodotto dalla statunitense Brain and Science LLC. Così, da oggi, per riuscire a trovare il partner ideale basta avviare il browser e collegarsi al sito – almeno questo è ciò che promettono gli ideatori.
L’idea è quella di utilizzare il proprio cervello per trovare la persona giusta. Il metodo si basa su un test scientifico che permette di arrivare alla soluzione migliore per chi lo svolge, senza che i risultati possano essere influenzati.

Il concetto si basa anche sulle soperte di alcuni recenti studi che hanno suggerito come l’incontro con la potenziale anima gemella, a livello fisico, attivi alcune aree cerebrali, spiegano a Newswise. Queste aree del cervello sono proprio quelle coinvolte nel desiderio e l’amore romantico. È come se il cervello riuscisse a captare che la persona che si ha di fronte è quella in grado di offrire ciò che si sta cercando e anticipa i risultati attivando le aree legate alla ricompensa. Il tutto avviene in maniera inconsapevole; tuttavia a livello fisiologico questo è misurabile.

Ma non finisce qui: secondo gli scienziati che hanno ideato il metodo, questo processo, nel cervello, avviene anche fin da prima di avviare un rapporto con la persona, o anche durante un incontro fuggevole: come a dire che noi non ci rendiamo conto di aver incontrato il partner ideale, ma il cervello sì.

Con questo test, si dovrebbe poter valutare con che intensità si attivano certe aree del cervello – più sono attive, più la persona dovrebbe essere quella giusta. Le scelte, dunque, dovrebbero essere più oculate, grazie al test.

«Una buona scelta potrebbe diventare il vostro migliore incontro di sempre», ha dichiarato Raoul Beck, CEO di Brain and Science.

La praticità del test è che non deve essere eseguito con l’utilizzo di sensori o altri sistemi di misurazione, ma direttamente online e da chiunque. La possibilità di trovare l’anima gemella mette in moto una risposta fisiologica in cui si hanno effetti sulle reti cognitive e motorie misurabili. Tutto ciò avviene grazie al rilascio di un certo numero e tipo di ormoni (tra cui la nota dopamina). I tempi di reazione dell’organismo – e quindi della persona – seguono uno schema preciso che il test è in grado di misurare.

Insomma, la possibilità di trovare l’anima gemella un tempo affidata alla fortuna o, per chi ci crede, al destino, oggi è delegata alla tecnologia; l’importante è che anche il partner alla fine non sia solo un risultato tecnologico ma, magari, in carne e ossa.

Fonte ed articolo completo al seguente indirizzo: http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/lifestyle/articolo/lstp/431203/

NON PUBBLICARE FALSE FOTO SU INTERNET PER LA RICERCA DI UN PARTNER

Quando si crea il proprio profilo su un sito d’incontri, un social network o altro mezzo per incontrare qualcuno, la tendenza è quella di mettere una propria foto un po’ più lusinghiera per apparire un po’ meglio di quello che si è in realtà. Ecco dunque postare la foto di una decina di anni fa, oppure quella sapientemente – o meno – passata sotto il ritocco di Photoshop.

Ma serve davvero? In questo modo è più facile trovare un partner? A quanto sembra, no.

Gli scienziati statunitensi, questa volta, hanno voluto verificare se e quale influenza potesse avere sulle scelte delle donne la fotografia di un potenziale partner. E come questa, rispecchiante la realtà o meno, potesse fare la differenza.

I ricercatori della Villanova University di Philadelphia hanno così scoperto che chi è bello lo è dentro, letteralmente. Sì, anche se il concetto è largamente diffuso chi, quando si tratta di fare colpo a distanza e mascherandosi dietro a uno schermo, ritiene sia vero che la bellezza è una questione interiore? Pochi o quasi nessuno. Eppure, questo studio, dimostra che si può trasmettere la propria bellezza non per mezzo di una foto – usata, nel caso, per mascherare i difetti – ma per mezzo della propria descrizione a parole (in questo caso, scritte).

Le donne partecipanti allo studio, a sorpresa, hanno scovato la bellezza nelle parole, senza bisogno di vedere la foto del pretendente.

La dottoressa Rebecca Brand e colleghi hanno coinvolto nello studio 50 giovani donne a cui è stato chiesto di valutare i profili di 100 uomini, di età compresa tra i 22 e i 25 anni, tutti iscritti a un noto sito d’incontri.

Il gruppo maschile è poi stato suddiviso per quattro, con 25 uomini per ognuno, che avrebbero dovuto essere valutati dalle donne. I gruppi sono poi stati ulteriormente suddivisi in due sottoinsiemi di 25, di cui il primo era supportato dalla foto; il secondo dal profilo testuale, in modo che non fosse possibile un’ingerenza da parte della foto sul testo e viceversa.

Le partecipanti femmine dovevano poi esprimere un giudizio articolato rispondendo a una serie di domande o requisiti. La prima domanda, riferita alla foto, era incentrata sul come trovavano fisicamente l’uomo, se era attraente in linea globale e per un eventuale appuntamento. E poi per un breve incontro sessuale o una relazione a lungo termine.

Le stesse domande sono state poste anche per quanto riguardava il profilo testuale. Tuttavia, in aggiunta, è stato chiesto alle partecipanti di valutare ciascun candidato su come eventualmente lo trovassero gentile, fiducioso, intelligente, divertente o brillante in base al suo profilo.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su Computers in Human Behavior e mostrano come «L’attrattiva generale della foto fosse positivamente correlata con l’attrattività complessiva del testo – spiega Brand – In altre parole, coloro che sono fisicamente attraenti riescono anche a scrivere più profili attraenti».

In questo senso, spiega ancora l’autrice dello studio, i siti di incontri online pare non livellino il campo di gioco per le persone poco attraenti. «I nostri dati suggeriscono che gli individui attraenti hanno scritto testi (profili) capaci di trasmettere fiducia, ed era forse questa fiducia che in primo luogo ha segnalato una qualità alle donne», ha aggiunto Brand.

Questa più grande capacità di trasmettere fiducia anche solo con le parole, secondo i ricercatori, potrebbe ricercarsi in un maggior valore che l’individuo che si ritiene attraente attribuisce a se stesso. In soldoni, se non si ha fiducia in sé è inutile ritoccare un foto per cercare di apparire quello che non si è; meglio lavorare su se stessi e credere davvero che la bellezza possa essere qualcosa che va al di là del semplice aspetto fisico.

venerdì 18 novembre 2011

LA SINDROME DA CUORE SPEZZATO COLPISCE DI PIU' LE DONNE

La donna è più soggetta a soffrire, e anche morire, a causa di un “cuore spezzato” sostiene uno studio dell’Università della Pennsylvania, e questo rischio è di 7-9 volte maggiore rispetto agli uomini.
Quando lo stress prolungato è causato da un improvviso evento negativo come una separazione, un lutto o altro, può causare un crollo emotivo che, a sua volta può essere causa di morte improvvisa in seguito a un attacco di cuore. Tutto questo, come altri sintomi, si riassume in quella che viene definita “sindrome del cuore spezzato”.

Le forti emozioni sono potenti e possono essere deleterie per l’organismo, sia che si tratti di un’emozione negativa che positiva come, per esempio, fare 6 al Superenalotto. Un simile evento fa sì che s’inneschi una risposta immediata dell’organismo con una scarica di adrenalina e altri ormoni dello stress. Questo fa sì che la camera di pompaggio del cuore si gonfi improvvisamente, troppo d’improvviso, causando un malfunzionamento.

I sintomi e le reazioni fisiologiche che si manifestano in queste occasioni sono gli stessi che si hanno quando vi è un attacco di cuore, o infarto… ma la causa non un è un tipico blocco arterioso.
Ecco ciò da cui è scaturita la volontà da parte del dottor Abhishek Deshmukh della University of Arkansas di condurre uno studio per capire come mai le donne erano le vittime predilette della sindrome da cuore spezzato.

Per il suo studio, il ricercatore ha preso in esame un database in cui erano inseriti circa 1.000 ospedali e analizzato i dati relativi ai casi di attacco di cuore e patologie simili. Le informazioni raccolte hanno mostrato che nel 2007 vi erano stati 6.229 casi di questo genere, ma la sorpresa è stata che di questi solo 671 erano uomini.



Lo scienziato ha presentato i risultati del suo studio durante una conferenza al meeting dell’American Heart Association tenutosi dal 13 al 15 novembre 2011 a Orlando in Florida (Usa), e ha riferito che dopo aver aggiustato i fattori di rischio che possono influenzare i problemi di cuore come pressione alta , fumo e altri, le donne sembravano avere 7,5 volte più probabilità di soffrire della sindrome, che non gli uomini.

Le donne over 55 sono risultate più vulnerabili rispetto alle colleghe più giovani, con una media nei tassi di 3 volte di più alta. Tuttavia nel gruppo di donne con età inferiore ai 55 anni, le probabilità di essere vittime del cuore spezzato era di 9,5 volte maggiore rispetto agli uomini della stessa età.

I dati hanno messo in discussione la concezione comune che siano gli uomini a soffrire maggiormente di patologie cardiocircolatorie e a essere vittime di attacchi di cuore. Ma questo è un caso particolare, anche se gli scienziati non si sanno spiegare il perché. Una ipotesi, secondo Deshmukh, può essere che gli uomini riescono a gestire meglio le scariche improvvise di adrenalina e, in questo caso, «forse gli uomini sono in grado di gestire meglio lo stress».

Qualunque sia la spiegazione, i dati mostrano che le donne sono più vulnerabili alle forti emozioni come un evento tragico improvviso o come anche una forte paura. A concludere, gli scienziati hanno rivelato che un’altra differenza negli attacchi di cuore è che, quelli “classici”, in genere sono maggiori durante la stagione invernale, mentre quelli da sindrome da cuore spezzato, d’estate.

Articolo completo al seguente indirizzo: http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/salute/articolo/lstp/430442/#Scene_1

mercoledì 26 ottobre 2011

APERTURA BLOGS SULLA CINETERAPIA

APERTURA DI DUE INTERESSANTI BLOGS SULLA CINETERAPIA

BLOG SULLA CINETERAPIA SULL'AMORE CON CENTINAIA DI VIDEO SULLE DIVERSE DIPENDENZE E PROBLEMATICHE AFFETTIVE E RELAZIONALI

http://cineterapiasullamore.blogspot.com/

BLOG SULLA CINETERAPIA CON CENTINAIA DI VIDEO SULLE DIVERSE FORME DI DISAGIO PSICOLOGICO

http://blog.libero.it/CINETERAPIA/