martedì 20 gennaio 2009

PER CONQUISTARE SERVE TEMPO E PAZIENZA

L'amore e la matematica hanno qualcosa in comune. A sostenerlo sono gli scienziati dello University College di Londra, che hanno realizzato un modello teorico del corteggiamento uomo-donna, a cui è dedicato un articolo sull'ultimo numero del Journal of Theoretical Biology. Il messaggio che i ricercatori rivolgono agli uomini è: chi la dura la vince. Ovvero: è scientificamente provato che il corteggiamento richiede tempo, ci vogliono tanti piccoli passi per arrivare al traguardo. E lei allunga i tempi perché deve poter studiare al meglio le caratteristiche del corteggiatore. Ma gli esperti confermano anche, attraverso calcoli di probabilità, quello che il gentil sesso, forse, sa da sempre: temporeggiare è saggio, aumenta le chance di trovare un buon partner. I comportamenti maschili e femminili sono stati analizzati con un modello teorico basato sulla teoria del gioco. Nel sistema preso in esame, lui è spinto da buoni propositi ed è innamorato davvero oppure è interessato solo al sesso. Lui e lei escono insieme più volte e il gioco prevede, come ovvio, due esiti: positivo, se i due escono insieme, o negativo, se lei alla fine rifiuta il pretendente. Una delle conclusioni a cui è giunto lo studio è che il corteggiamento, per sua stessa natura, richiede tempo e pazienza. Il professor Robert Seymour, che ha guidato la ricerca, e i suoi colleghi sono partiti da questa domanda: "Perché persone e animali non accelerano le cose riducendo i 'costi' del corteggiamento?". In fondo, ai fini dell'evoluzione, sarebbe stata la soluzione più immediata, più semplice. Ma non la più "intelligente" dal punto di vista antropologico: "Un corteggiamento più lungo è un modo per la donna di acquisire maggiori informazioni sull'uomo - spiega Seymour - Prolungare questa fase, infatti, permette di ridurre le possibilità di instaurare una relazione con un 'cattivo' compagno". Ecco perché le cene, le serate a lume di candela e al cinema sono fondamentali non solo per creare l'atmosfera nell'immediato, ma anche a fini futuri.
Il modello prova inoltre quello che già si poteva immaginare: "I cattivi ragazzi non sono interessati a protrarre a lungo il gioco della corte", afferma Seymour. "La donna ha un problema strategico, deve analizzare", spiega Peter Sozou della Warwick medical School, che ha partecipato allo studio. "Questo potrebbe spiegare la nascita del corteggiamento e il luogo comune per cui una donna non dovrebbe mai andare a letto con il partner al primo appuntamento", aggiunge Sozou. Farsi desiderare e studiare "l'avversario" è il modo migliore per ottenere un risultato positivo. Le certezze, però, non le regala nessuno, nemmeno la matematica: "Il rischio non si può azzerare, a meno che non si abbandoni del tutto il corteggiamento".

IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI

È stata la prima volta che tutto sembrava avere senso. È stata la prima volta che fare di due persone una sola, un evento chiaramente contrario a tutte le leggi della fisica e della biologia, è stata un'esperienza quotidiana. È stata la prima volta che ogni sensazione è stata vissuta con tutte le cellule del corpo. È stata la prima volta che il battito del cuore di un'altra persona era come un codice morse che intralciava i battiti del proprio cuore. È stata la prima volta in cui si è sperimentato cosa voglia dire essere sconvenientemente felici. È stato il primo amore. Quello che, proverbialmente, non si scorda mai e che condanna inesorabilmente alla sofferenza negli anni a venire. Il primo amore, se felice, è un termine di paragone improbo per tutti quelli che verranno dopo e condanna all'infelicità per molto anni. "La passione, la spensieratezza e l'incoscienza tipica della giovinezza e dei primi amori sono emozioni caratteristiche di un momento particolare della crescita dell'individuo. Da adulti i motivi che legano due persone sono i più vari e, soprattutto, per tenere in piedi una relazione matura spesso gli eccessi sono da evitare", lo sostiene Malcolm Brynin uno psicologo che ha curato un libro che sta spopolando in Inghilterra "Changing Relationship". Il libro sostiene che molte persone che hanno avuto un primo amore appagante e felice fanno molta fatica a liberarsi dell'idea di una sorta di rapporto "unico" che diventa il termine di paragone attraverso cui si giudica la realtà e tutti gli altri incontri. Vi è però, in questo giudizio, un errore di fondo: quello di valutare il mondo con gli occhi di una persona ancora non emotivamente adulta. "Un rapporto maturo si basa sull'avere un progetto comune, sulla stima, sul rispetto, sulla capacità di accettare l'altro per come è. Suona forse meno romantico ma funziona di più nella vita reale. La passione e la sconsideratezza fanno di una relazione un evento emotivamente squilibrato che non può essere sostenuto per tutta la vita e che denota un approccio un po' infantile al rapporto di coppia", si legge nel libro. Dimenticare il primo amore, almeno secondo quanto sostenuto in questo libro, è il primo passo per aprirsi agli altri e per intraprendere una relazione che abbia qualche probabilità di riuscita.
Fonte: Hill A. Why we can never recover from frist love. The Guardian.10 gennaio 2009.

sabato 10 gennaio 2009

LA PILLOLA DELL'AMORE ?

LONDRA - "Come sai che sono innamorato?", chiede un personaggio di Shakespeare nel dramma "I due gentiluomini di Verona". E l'altro risponde: "Avete imparato a bearvi d'un canto d'amore come un pettirosso; a passeggiare da solo come un appestato; a sospirare come uno scolaretto; a piangere come una pischerletta; a digiunare come uno a dieta; a vegliare come chi ha paura dei ladri". Niente di nuovo, per chi viene trafitto dalle frecce di Cupido. Ma sta avvicinandosi il giorno in cui sensazioni analoghe potrebbero essere provocate artificialmente, a comando, ingurgitando una capsula con un bicchier d'acqua. "Medicinali che manipolano i sistemi del cervello per aumentare o per diminuire i sentimenti per un'altra persona potrebbero non essere lontani", annuncia il professor Larry Young, biologo della Emory University, in un articolo sulla rivista scientifica Nature. Se fino ad ora ci siamo accontentati della pillola dell'amore inteso come sesso, vedi il Viagra e altri prodotti simili, dietro l'angolo sembra dunque intravedersi la prospettiva della pillola dell'amore sentimentale. L'amore di cui scrive Shakespeare, l'amore totale, il vero amore. Di esperimenti del genere si parla già da qualche tempo, con test condotti su topolini e altri roditori in cui i dongiovanni della specie si tramutano all'istante in coniugi votati alla monogamia. Ma gli studi cui si riferisce il professor Young sono rivolti agli esseri umani. È per esempio già stato dimostrato, afferma lo scienziato, che annusare una spruzzata dell'ormone ossitocina accresce la fiducia e fa sentire una comunanza di emozioni con il prossimo.
L'ossitocina, spiega nell'articolo, produce una sensazione di soddisfazione e contentezza in modo simile alla nicotina e a droghe come cocaina ed eroina, con un'azione chimica sul cervello praticamente identica a quella registrata in madri che guardano fotografie dei loro bambini o in persone che guardano fotografie dei propri innamorati. Studi attualmente compiuti in Australia, secondo la rivista Nature, stanno cercando di determinare se uno spray all'ossitocina potrebbe aiutare a ottenere migliori risultati nelle terapie dei consulenti matrimoniali per rimettere insieme coppie in crisi. Qualche prodotto che si vanta di realizzare risultati simili è già apparso sul mercato. Recentemente alcuni siti Internet hanno cominciato a reclamizzare un'acqua di colonia chiamata Enhanced Liquid Trust (Rafforzamento della Fiducia Liquido), contenente una miscela di ossitocina e ferormoni che garantirebbe "progressi nel campo delle relazioni sociali e sentimentali".
Il professor Young è scettico al riguardo, osservando che difficilmente prodotti di tal tipo aumentano qualcosa, tranne la fiducia in se stessi, alla stregua di un placebo. Ma lo studioso crede che sia solo questione di tempo, e nemmeno molto, prima che un medicinale possa fare innamorare, o disinnamorare, anche questa una prospettiva interessante, chi ci sta davanti. Và dove ti porta il cuore, o al limite dove ti porta una pillolina.
(9 gennaio 2009)

giovedì 8 gennaio 2009

IL MUSEO DEI CUORI INFRANTI

SINGAPORE (Reuters) - Una scatola porta anello vuota, lingerie sexy e un paio di manette di peluche sono alcuni dei cimeli di amori conclusi in mostra questa settimana in Asia.Il "Museo delle relazioni finite" ("Museum of broken relationships"), che arriva oggi a Singapore, è un'esposizione itinerante di oggetti che riguardano storie sentimentali andate male e donati dai cuori infranti delle varie città visitate della manifestazione.Gli ideatori dell'iniziativa Olinka Vistica e Drazen Grubisic hanno deciso di creare il museo in Croazia dopo aver consolato amici che soffrivano per amore, nella speranza che il tour globale che hanno reallizzato aiuti tutti coloro che escono dolorosamente da una relazione a superarla attraverso l'arte.Le reliquie di love story finite hanno fatto tappa in Croazia, a Londra e Berlino prima di giungere a Singapore nella loro prima sosta asiatica."Il museo delle relazioni finite è una concezione artistica che parte dall'assunto che gli oggetti possiedono... ologrammi di memoria ed emozioni, e ha l'intento con la loro esposizione di creare uno spazio sicuro per i ricordi per preservare l'eredità delle storie finite", si legge sul sito della mostra, su www.brokenships.com."Per questo può essere terapeutico".Nel museo, che oltre a oggetti materiali offre uno spazio virtuale online, si possono vedere lettere romantiche, fotografie, orsacchiotti di peluche, ma anche simboli amorosi meno convenzionali, come la protesi per gamba donata da un veterano di guerra che si era innamorato della sua fisioterapista.A Berlino, un'ascia usata da una donna per distruggere i mobili della sua ex, era esposta insieme all'arredamento fatto a pezzi, un abito da sposa e un paio di pattini.Ogni elemento del museo è anonimo, ed è accompagnato da una breve descrizione della relazione di cui ha fatto parte.

venerdì 19 dicembre 2008

FILM ROMANTICI NOCIVI ALL'AMORE ?

"NEI film d'amore lui la rincorre, sale i gradini di una scala antincendio con una rosa in bocca e, sfidando vertigini e pregiudizi, le chiede di sposarlo. E anche quando non ha l'intraprendenza di Richard Gere, il protagonista delle commedie romantiche non riesce comunque a dimenticare la sua lei e vaga sconsolato per le strade di Notting Hill. Secondo gli psicologi specialisti in relazioni familiari dell'Università Heriot Watt di Edimburgo tutto questo fa male all'amore: le commedie romantiche danno una visione edulcorata della realtà e di conseguenza poco sana per la vita di coppia. Una conclusione che farà felice lo psicoterapeuta statunitense Gary Salomon, il primo nel 1997 a parlare di cineterapia, secondo il quale i film hanno un effetto preciso sui nostri equilibri mentali. Lo studio scozzese è partito da un esperimento pratico che ha coinvolto 100 volontari, ad alcuni facendo guardare commedie come Serendipity e ad altri film di David Linch. I primi, dopo aver seguito le "magiche casualità" che legano i destini di Kate Beckinsale e John Cusack, erano più propensi a credere all'amore predestinato, e comunque al di là del film avevano una concezione più "fiabesca" dell'amore. I fan di "Love actually", "Se scappi ti sposo", "C'è posta per te" e "Ghost" credono insomma che il prototipo dell'amore sia quello presentato da queste commedie, dove generalmente i due si innamorano, si rincorrono e alla fine, aiutati da un destino benevolo, vanno a convivere felici e contenti.
"Si tratta del primo studio sistematico su questo argomento - spiega lo psicologo Roberto Cavaliere, Presidente della Asipdar (Associazione Studio e Intervento Problematiche e Dipendenze Affettive e Relazionali) - e, per quanto riguarda gli effetti sul processo relazionale, sono assolutamente d'accordo con i risultati della ricerca. Certe commedie, così come certi libri, non aiutano a capire che la relazione di coppia è qualcosa che va progettata nel tempo, attraverso mille difficoltà. Diciamo però che questi film fanno male a chi ha già di per sé una visione patologica dell'amore. Si tratta insomma di un qualcosa che accentua un problema di fondo già esistente". Gli amanti delle commedie romantiche, spiegano gli psicologi scozzesi, hanno in genere grosse difficoltà a comunicare con il partner, ostacolati da una concezione dell'amore poco aderente alla realtà. La responsabilità sarebbe anche di questi film, scritti per solleticare i neuroni e non per dare consigli sul modo migliore per affrontare la vita di coppia. Lo psicologo Bjarne Holmes, uno degli autori dello studio, spiega che "I consulenti matrimoniali spesso vedono coppie che credono che il sesso debba sempre essere perfetto. Ci sono persone che credono al destino: secondo loro, se qualcuno è destinato a stare con te, saprà riconoscere perfettamente le tue necessità, senza bisogno che tu gliene parli. I media hanno una grossa fetta di responsabilità nella costruzione di certi miti". Il primo a lanciare l'allarme fu Gustave Flaubert, l'iniziatore del realismo e il creatore di un personaggio complesso come la Signora Bovary. Fu lui a parlare, quasi due secoli fa, della "diseducazione sentimentale dei romanzi d'amore". Dopo di lui gli studiosi hanno iniziato a concentrarsi sulla cosiddetta "visione fusionale" che certi romanzi davano della vita di coppia, presentata come la fusione tra due dolci metà e non, più correttamente, come l'unione di due unità. "L'amore romantico è sempre stato descritto in modo fiabesco e irreale - conclude Cavaliere - ma le cose forse negli ultimi anni sono cambiate: le persone che hanno meno di 35 anni sono molto più disilluse, ciniche, non tutte credono all'amore romantico. Io mi scontro spesso contro giovani che non hanno nessuna fiducia nell'amore". Studi recenti dimostrano infatti che i più romantici sono gli uomini di 53 anni: un sondaggio britannico ha analizzato il comportamento di 1000 soggetti tra i 18 e i 35 anni, dimostrando che è solo dopo i 50 anni che gli uomini si trasformano in teneri amanti tutti fiori, champagne e cenette. Al contrario dei propri figli, che omaggiano la fidanzata di un mazzo di fiori o di una cena a lume di candela solo ogni tanto, ben il 44 per cento dei "padri" lo fa abitualmente. Per non parlare del tradimento, altra spina nel fianco per i ragazzi di oggi. Le probabilità di tradire il partner in una relazione, quantificate recentemente da uno studio canadese, interessano dal 40 al 76 per cento delle giovani relazioni. Secondo i ricercatori, l'infedeltà potrebbe essere una precisa strategia di fuga per coloro che non riescono a innamorarsi davvero e prendersi delle responsabilità. E chissà che a generare tanta insicurezza non siano proprio i film alla "Notting Hill", perfetti per farci passare dal caldo tepore del romanticismo alla doccia fredda della quotidianità. (17 dicembre 2008)
ARTICOLO COMPLETO AL SEGUENTE INDIRIZZO:

domenica 7 dicembre 2008

SOLO 3 COPPIE SU DIECI FEDELI ?

SOLO tre coppie su dieci sarebbero fedeli, secondo le ultime statistiche. Siamo un popolo di fedifraghi e l'adulterio appare ormai come una pratica igienica, spogliata di ogni senso di colpa. Tradiscono più gli adulti dei giovani, più gli uomini delle donne, più i cittadini delle metropoli che gli abitanti dei piccoli centri. La stagione più favorevole è l'estate, ed è una miccia che spesso si accende in ufficio.

Secondo l'associazione Matrimonialisti Italiani il 60 per cento dei tradimenti coniugali avviene sul luogo i lavoro. L'età più a rischio, soprattutto per gli uomini, è compresa fra i 40 e i 50 anni, e in circa il sette per cento dei processi di separazioni e divorzio sono segnalate infedeltà di tipo omosessuale. Vi è poi la nuovissima tendenza del cosiddetto adulterio virtuale, quello che si consuma via internet.

Sono 800 mila gli italiani che passano almeno quattro ore al giorno davanti al computer, in chat. Un universo parallelo, che può regalare tentazioni irresistibili, a uomini e donne, età circa 35 anni, cultura medio-alta, in buona parte coniugati. Se navigare in rete troppo a lungo comincia a essere inserito anche in Italia tra i motivi di separazione, viene dalla Gran Bretagna la notizia della prima infedeltà virtuale per la quale è stato chiesto il divorzio: lui, David Pollard, aveva una relazione su Second Life, il più incorporeo dei tradimenti.

Quanto alla vita reale, la rete pullula di guide pratiche all'adulterio, di decaloghi "per non farsi beccare", trucchi, sotterfugi, suggerimenti, occhio agli sms e alle email, siti (per esempio tradimento. net) e social networks dove intrecciare nuove avventure con garanzia di riservatezza, con la possibilità di selezionare il profilo del partner e di scegliere persino la durata del legame. Aumentano esponenzialmente le storie di sesso fra persone che si sono conosciute online, e si moltiplicano anche i siti che vendono alibi per adulteri.

Oggi l'infedeltà sembra essere diventata uno stile di vita, quasi una moda, un'opzione di massa e sempre più sessuologi disquisiscono di "adulterio terapeutico che fa bene all'armonia della coppia". Da scandalo a motivo di vanto, una trasgressione veniale, sdoganata, derubricata. Quasi un diritto, un'opportunità per esprimersi, in certi casi per risarcirsi, basta scorrere le varie poste del cuore.

(1 dicembre 2008)

DIFFERENZE FRA UOMINI E DONNE NEL TRADIMENTO

NEW YORK
Troppo sospettosi e guardinghi, gli uomini non si fidano della fedeltà della partner anche se non hanno motivi di dubitare; ma quando lei tradisce, lui sa scoprire le corna nel 75% dei casi. Lei invece è più brava di lui a nascondere il tradimento. È quanto emerge da uno studio dello psicologo Paul Andrews della Virginia Commonwealth University di Richmond pubblicato sulla rivista Human Nature e reso noto questa settimana dal magazine New Scientist. Ma non è tutto, dallo studio è emerso pure che malgrado sia meno brava a scoprirlo in fallo e anche meno ingiustamente sospettosa del partner, lei sembra anche più abile a non farsi scoprire.
Gli psicologi hanno proposto dei questionari confidenziali a 203 giovani coppie e le differenze tra i sessi in fatto di corna sono emerse lampanti: intanto il 29% degli uomini ha ammesso di essere stato infedele contro il 18,5% delle donne. Poi lui ha mostrato di essere più guardingo di lei e molto spesso a sproposito, diffidando ingiustamente della fedeltà della partner. Però quando infedeltà c’è stata è sempre lui il più bravo a scoprirla: le sue deduzioni in fatto di fedeltà o infedeltà della partner si rivelano infatti corrette nel 94% dei casi (contro l’80% di quelle di lei), e lui nel 75% dei casi riesce a cogliere in fallo la partner fedifraga, cosa che a lei riesce solo nel 41% dei casi.

venerdì 28 novembre 2008

UNA COPPIA SU 10 LITIGA IN LUNA DI MIELE

Tornare depressi dopo le nozze, invece che felici e innamorati? È questa la preoccupante tendenza che si sta diffondendo fra le giovani coppie: è, infatti, in aumento il fenomeno della depressione “post-nuziale” che colpisce ormai una coppia su dieci prima, durante e soprattutto dopo una luna di miele che è diventata l'ultimo argine prima della crisi. È quanto appurato da una ricerca americana riportata sulle pagine del britannico Daily Mail.

Luna di fiele - A fare fede, spiegano gli psicologi, il boom di richieste di aiuto agli psicologi, praticamente subito dopo le nozze. Le aspettative sono troppo elevate, e la vita coniugale porta a un traumatico esaurimento, fatto di quotidianità e di litigate impreviste.
Pentite delle nozze - "Dopo tutta la pianificazione e l'eccitazione del grande giorno - dicono i medici - un numero crescente di spose entrano in sofferenza post-nuziale". E una coppia su dieci comincia addirittura a ripensarci, prova rimorso per il grande passo appena compiuto, diventa triste. Una statistica calcolata sugli Stati Uniti, ma che secondo gli esperti si può applicare tranquillamente anche all'Europa.

Sane litigate per poi fare pace - E Internet diventa il “muro del pianto” dove sfogare le frustrazioni: secondo lo psicologo Michelle Gannon, di San Francisco, un crescente numero di giovani spose sono alla ricerca di risposte sul matrimonio nei mille siti web nati come funghi per soddisfare questi dubbi. Ma Gannon rivolge un appello agli sposini di tutto il mondo: discutere di sesso, di denaro, o del tempo libero da passare insieme, è perfettamente normale. "Pensavate di non dover più combattere una volta all'altare? - scrive lo psicologo sul Daily Mail - Ma siete umani, è normale litigare. Piuttosto siate indipendenti, e pensate che siete voi responsabili della vostra felicità".

giovedì 13 novembre 2008

COME LITIGANO OGGI LUI E LEI

ROMA - L'amore non vince tutto. Perde miseramente, ad esempio, al cospetto di oggetti casalinghi piuttosto pacifici come: il dentifricio, le chiavi della macchina, la macchina stessa; il cesto della biancheria, la lavatrice, il water, il telecomando ed il telefono. Quando una coppia confessa che da venti anni discute sempre delle stesse cose, intende dire che discute di una delle cose di cui all'elenco precedente. Ma non ci si lascia perché il dentifricio è spremuto male, o per la durata delle telefonate dopo cena: anzi, più spesso si sta insieme grazie a questo.
Così afferma il nuovo saggio del sociologo francese Jean-Claude Kaufmann, da lui intitolato (piuttosto benevolmente) "Le baruffe d'amore", eedito dal Mulino (16 euro): "L'irritazione per l'altro è una stranissima sensazione, che pure svolge un ruolo decisivo nella strutturazione della coppia", racconta l'autore. Le storie sono state raccolte dallo staff di Kaufmann attraverso annunci sui giornali, e il sociologo ha poi tenuto con le coppie volontarie lunghe corrispondenze via mail: più con le donne che con gli uomini, più restii ad affrontare le questioni spinose o a parlare di vicende intime. Le coppie protagoniste sono coppie felici, perché nel libro si fa un'antropologia della vita comune, non di casi patologici. Secondo Kaufmann esiste una formidabile equazione nella vita amorosa. E cioè che 1+1 faccia 4. In quei primi mesi di fusione e di incanto, l'amore si regge sull'idea che 1+1 faccia 1, che lui e lei si comprendano, amino e rispecchino al punto da essere una cosa sola (come dice l'adagio popolare).


Ma la vera matematica delle coppie è sballata: 1 (uomo) più 1 (donna) fanno infatti 4 persone, perché ognuno si porta dentro, conficcato nel cuore e negli schemi misteriosi della nostra mente, anche il proprio schema-padre e schema-madre. Quanto agli oggetti di cui si discute nelle coppie, all'inizio della nuova avventura coabitativa o dopo trenta anni di vacanze insiemesi va dalla salsa di pomodoro al dentifricio grande, dall'immondizia alle spese al supermercato, dai risparmi in banca alle telefonate di Natale agli zii, e tutti si caricano di ogni altro conflitto latente.
I confini di queste baruffe sono imprecisi: ma dietro il marito che rimette in lavatrice le camicie appena lavate e stirate dalla moglie a 40 gradi (perché lui è un teorico dei 60 gradi e "lei me lo fa di proposito") c'è collera e conti in sospeso. E fa ridere la moglie che confessa: "Io non posso fare l'amore con qualcuno che mi rinfaccia di aver condito male l'insalata".
(13 novembre 2008)

mercoledì 5 novembre 2008

L'AMORE SU FACEBOOK E' DIVENTATO UNA TRUFFA

«Arrestata per errore, devo pagare l’avvocato»: gli spilla 23 mila euro
«CHIEDO AIUTO». La giovane, 24 anni, racconta di non avere soldi, l’uomo, 28 anni, le invia diverse somme e cointesta l’auto Innamorarsi su «Facebook» e trovarsi col conto prosciugato «grazie» all’amata che poi nella realtà non era la «bellezza» immortalata nella foto postata nel profilo dalla ragazza. Alla fine l’innamorato truffato si è rivolto alla polizia denunciando l’accaduto.
Lui è mestrino, ha 28 anni, un lavoro sicuro e un gruzzoletto in banca. Anzi, aveva. Lei ha 24 anni, abita a Treviso ed è di origine nomade anche se da tempo la sua famiglia è stanziale. La vicenda ha inizio alcuni mesi fa. Il giovane come milioni di persone si iscrive alla community che in questo momento va per la maggiore. E in quel luogo d’incontro virtuale conosce una ragazza con cui messaggia. E’ una bella ragazza. Almeno stando alla foto che c’è nel profilo. Un messaggio tira l’altro. La reciproca simpatia si trasforma ben presto in attrazione. Reciproca, sembra. Stando a quanto anche lei sostiene nei messaggi. Di sicuro lui perde la testa per la giovane. Ad un certo punto il ragazzo vuole andare al sodo e incontrare la giovane. E qui comincia la vicenda comica. La ragazza risponde che le piacerebbe molto ma non può incontrare nessuno tranne i famigliari e tantomeno uscire di casa. Gli spiega di trovarsi agli arresti domiciliari perché sorpresa dai carabinieri in un cantiere edile è stata arrestata per furto. Anche se «naturalmente» lei non centra nulla. E non può far nulla visto che non ha 2.600 euro per l’avvocato che deve presentare la richiesta di libertà al Tribunale del riesame. E che problema c’è? Ci pensa lui, l’innamorato che brama per vederla. Ecco pronti i soldi in contanti. E siccome lei non può uscire, manda all’appuntamento il padre. Si raccomanda col ragazzo di non dire al padre il motivo dell’incontro e di consegnargli una busta chiusa con i soldi. Questo perché se il padre sa il motivo, dice lei, la riempie di botte. Naturalmente la «liberazione» della ragazza non è così automatica come spera il giovane che deve attendere e si deve accontentare degli incontri virtuali. E tra un sospiro, un bacio e l’amore declamato, tutto virtualmente, il tempo passa. Ma i soldi per l’avvocato non bastano. E ci mancherebbe altro. Ne servono altri e per questo la ragazza si rattristisce. Nei messaggi le faccine tristi si sprecano e lui naturalmente la consola. Non solo virtualmente, ma aprendo il portafogli. O meglio attingendo denaro dal conto corrente. Altro incontro col padre e altri soldi nella busta destinata all’amata. In tutto lui sborserà 23.200 euro.
I due parlano di tutto. Delle loro famiglie, dei loro lavori, della quotidianità e di quanto sarà bello quando potranno vedersi di persona. Ma la quotidianità è fatta anche di difficoltà. Ne sa qualche cosa anche il padre della ragazza che lavora come restauratore di opere lignee in chiese della Croazia. Ha problemi perché rotta l’auto non può acquistarne una. E che problema c’è? Ci pensa il giovane innamorato. Basta poco, una visita ad una concessionaria di Mestre e un’auto nuova viene acquistata. Questa volta però viene presa una piccola precauzioone: l’auto è intestata al ragazzo e al padre dell’amata. Ma l’auto naturalmente finisce in Croazia dove la usa il padre restauratore.
Ma finalmente arriva il momento tanto atteso: i due giovani si possono incontrare. Si trovano a Treviso a casa della ragazza. E qui il mestrino si rende conto di essere stato ingannato. Anche perché la foto che la ragazza ha postato nel profilo risale a diversi anni prima e lei ora ha una ventina di chili in più. Scopre altre discrepanze rispetto a quanto raccontato dalla tanto virtulmente amata. E alla fine si rivolge alla polizia e sporge denuncia per truffa.
Ma molto probabilmente vedrà ben pochi soldi. Anche se la foto non era recente.(28 ottobre 2008)

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