Visualizzazione post con etichetta tradimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tradimento. Mostra tutti i post

lunedì 27 maggio 2013

LA PERCENTUALE DI TRADIMENTI DIMINUISCE COLLA DURATA DEL MATRIMONIO ?

Pronunciando il fatidico sì davanti all'altare, si giura al proprio partner fedeltà eterna. Purtroppo però, come avviene per tanti altri tipi di promesse, non sempre e non tutti riescono a mantenerle. A questo proposito Gleeden.com, sito di incontri extraconiugali, ha condotto un sondaggio tra i suoi utenti che svela la tempistica dei tradimenti, ovvero quanto tempo dopo le nozze avvengono più o meno frequentemente, differenziando le infedeltà maschili da quelle femminili.

Ad essere intervistati sulle proprie relazioni extraconiugali sono stati 1565 italiani, uomini e donne, sposati e di età compresa tra i 24 e i 64 anni. Ma vediamo cosa è emerso...

Il primo anno di matrimonio il tasso di infedeltà è del 27% per gli uomini e del 21% delle donne. C'è però da considerare che tra coloro che tradiscono già al primo anno c'è un 35% che era stato infedele almeno una volta anche negli anni del fidanzamento.

Nel 2° e 3° anno di matrimonio il divario tra l'infedeltà maschile e quella femminile aumenta: il 36% degli uomini contro l'11% delle donne. Generalmente questo è il periodo in cui nasce il primo figlio, nuova situazione vissuta in maniera spesso diametralmente opposta dai due partner: le donne prese del nuovo arrivato trascurano un po' il marito che così è costretto a rifugiarsi nelle braccia di qualcun'altra (o almeno questo è il luogo comune e la classica scusa utilizzata per giustificarsi!).

Tra il 3° e il 9° anno di matrimonio il tasso di infedeltà cresce esponenzialmente e non si registrano più grandi differenze tra uomini e donne. Il 58% degli intervistati uomini ha confessato uno o più tradimenti, per le donne invece la percentuale è del 46%.

Dal 9° al 25° anno, l'infedeltà si fa "seriale", il tradimento è ormai una routine per il 49% degli intervistati uomini e per il 36% delle donne.


Fortunatamente dopo il 25° anno di matrimonio (ma chi ci arriva?) non si tradisce più, il tasso di infedeltà è solo del 13%: ovviamente il fatto è probabilmente da imputare ad un fattore di età.

E' PREMONITORE SOGNARE IL MARITO CHE TRADISCE

Sognare il proprio partner nell’atto di un tradimento potrebbe indicare una crisi della relazione. Questo secondo un nuovo studio che ha valutato il valore predittivo dei sogni. I ricercatori dell’università di Maryland hanno chiesto a 61 partecipanti, di età compresa tra i 17 e i 42 anni, che frequentavano qualcuno da almeno sei mesi, di aggiornare un diario sui sogni e sulla relazione, in un periodo di due settimane.

I risultati hanno dimostrato che le immagini oniriche di gelosia e di discussioni provocavano conflitti tra la coppia il giorno dopo, mentre i sogni di infedeltà comportavano una riduzione del sentimento d’amore e riservatezza.
Commentando i risultati, il ricercatore Dylan Selterman ha dichiarato su Huffington Post: “molta gente non presta attenzione ai sogni e non sa quanto questi possano influire sul loro stato d’animo. Ora abbiamo le prove di questa associazione”. Durante la ricerca, i sogni sessuali volontari, invece, portavano benefici alla coppia, rendendola più intima.
Il dottor Selterman ha spiegato: “sappiamo che c’è una forte correlazione tra la soddisfazione sessuale e la soddisfazione del rapporto. Il sesso può essere bello o brutto in un sogno, nella stessa maniera di come può esserlo nella vita reale”. Selterman crede che queste correlazioni sono il risultato di un effetto psicologico, noto come “innesco” – l’idea che l’esposizione a stimoli esterni (luoghi, suoni e odori) riporta alcuni pensieri nella mente della gente.
Il dottore afferma: “i sogni hanno un valore predittivo. L’attività della persona cambia a seconda del sogno, che ha fatto la notte prima”.
La ricerca è stata pubblicata, all’inizio di questo mese, sulla rivista “Social Psychological and Personality Science”; ciò che ha indotto il dottor Selterman alla ricerca è stata una sua esperienza personale, con una ragazza del college, che si arrabbiò per il modo in cui si era comportato nel sogno.

venerdì 4 giugno 2010

L'INFEDELTA' RAFFORZA LA COPPIA ?

L’infedeltà della coppia potrebbe fare bene ai due partner. Entrambi infatti ne risulterebbero più rafforzati nel loro legame. È questo ciò che è emerso da uno studio molto interessante che è stato presentato a Londra alla conferenza della British Association for Counselling & Psychotherapy. Ma come può succedere tutto questo?

La mente umana in effetti è ricca di sorprese e spesso mette in atto meccanismi che si traducono in comportamenti che fanno riflettere. Molte coppie vivono il tradimento come una sorta di lutto, che necessita di un vero e proprio periodo di elaborazione. Si tratta di una sorta di crisi molto profonda, che può portare anche ad un periodo di disperazione. Ma se si riesce a superare questa fase, il resto sarà di certo meno faticoso.

Molte ricerche hanno fino a questo momento considerato quali sono le conseguenze negative di un tradimento. Ma nello studio in questione i ricercatori hanno ascoltato diverse testimonianze di assistenti sociali che avevano affrontato crisi di coppia causate dall’infedeltà. Da tutte le testimonianze è emerso che le coppie che avevano affrontato il tradimento di uno dei due partner alla fine ne erano uscite rafforzate.

L’infedeltà in sostanza mette a dura prova il cervello, scatenando reazioni di rabbia, che possono portare a periodi bui da affrontare. Ma una volta superato il tutto, il legame di coppia ne risente in modo positivo. Tutto sta naturalmente anche nel comportamento che i componenti della coppia riescono a mettere in atto, soprattutto per quanto riguarda l’assunzione delle personali responsabilità. Con questa ricerca la psicologia di coppia si arricchisce di nuovi elementi.

articolo completo alla seguente pagina:

http://www.tantasalute.it/articolo/coppia-il-legame-si-rafforza-con-l-infedelta/16385/

giovedì 2 aprile 2009

NEI MATRIMONI TRADISCE UNO SU QUATTRO

Secondo lo studio, oltre al preoccupante dato della crescita dei tradimenti in Italia, ce n'è un altro altrettanto spiazzante: il numero di donne sposate che tradiscono ha quasi raggiunto quello degli uomini, con una percentuale del 45% contro il 55%. E non solo. Nel 7% dei casi chi tradisce, uomo o donna che sia, la fa con una persona del suo stesso sesso. Crescono dunque anche le indefeltà extraconiugali omosessuali, in un quadro che numericamente non lascia molto spazio al romanticismo e ai sogni d'amore. Cade così il mito del maschio italico, malandrino e infedele per vocazione. La donna, da oggetto del desiderio, passa a diventare cacciatrice. Tutto questo fermento di relazioni extraconiugali si consuma soprattutto in alcuni ambienti che, secondo lo studio, vanno rintracciati nel contesto lavorativo e nelle attività sociali, favorite in particolar modo da internet, chat e social forum, ma anche dagli incontri casuali vecchio stile. Le percentuali parlano chiaro: nel 60% dei casi chi tradisce lo fa con un collega di lavoro, mentre per il restante 40% il fedifrago tradisce con una persona conosciuta online, o sempre più raramente offline. Cambiano insomma le regole del tradimento, ma restano invariate le modalità che portano il conigue a scoprire il fattaccio. La scoperta di questi nuovi tradimenti avviene nelle stesse modalità di quelli tradizionali ovvero tramite sms, email, investigazioni private o confessioni.

A stupire però è soprattutto il dato riguardante le infedeltà omosessuali che l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Associazione matrimonialisti italiani commenta così: "Sempre più spesso, nelle procedure di separazione, si scopre che il marito o la moglie hanno relazioni extraconiugali con persone dello stesso sesso". E le reazioni dei coniugi che scoprono tali tradimenti omosessuali - spiega Gassani - sono quasi sempre di sbigottimento, incredulità, delusione o vergogna. Molti coniugi tendono ancora a nascondere la omosessualità del partner quasi come fosse un tabù. "Ultimamente, però, si sta registrando una inversione di tendenza. I traditi hanno sempre meno remore a portare le prove in giudizio della infedeltà coniugale di tipo omosessuale". Del resto anche la Cassazione, con la recente sentenza n. 7207/09, ha equiparato, in termini di gravità, la relazione extraconiugale omosessuale a quella eterosessuale, addebitando la separazione ad un marito che aveva tradito la moglie con un altro uomo. "Tale pronuncia della sprema corte - conclude Gassani - ha sancito due princìpi: il primo sottrae alla omosessualità ogni connotazione patologica o perversa; il secondo in virtù del primo, stabilisce che qualsivoglia relazione extraconiugale può essere sanzionata mediante l'addebito della separazione, quando il tradimento viene considerato la causa, e non la conseguenza, della crisi coniugale".
(2 aprile 2009)
articolo completo al seguente indirizzo:

domenica 7 dicembre 2008

SOLO 3 COPPIE SU DIECI FEDELI ?

SOLO tre coppie su dieci sarebbero fedeli, secondo le ultime statistiche. Siamo un popolo di fedifraghi e l'adulterio appare ormai come una pratica igienica, spogliata di ogni senso di colpa. Tradiscono più gli adulti dei giovani, più gli uomini delle donne, più i cittadini delle metropoli che gli abitanti dei piccoli centri. La stagione più favorevole è l'estate, ed è una miccia che spesso si accende in ufficio.

Secondo l'associazione Matrimonialisti Italiani il 60 per cento dei tradimenti coniugali avviene sul luogo i lavoro. L'età più a rischio, soprattutto per gli uomini, è compresa fra i 40 e i 50 anni, e in circa il sette per cento dei processi di separazioni e divorzio sono segnalate infedeltà di tipo omosessuale. Vi è poi la nuovissima tendenza del cosiddetto adulterio virtuale, quello che si consuma via internet.

Sono 800 mila gli italiani che passano almeno quattro ore al giorno davanti al computer, in chat. Un universo parallelo, che può regalare tentazioni irresistibili, a uomini e donne, età circa 35 anni, cultura medio-alta, in buona parte coniugati. Se navigare in rete troppo a lungo comincia a essere inserito anche in Italia tra i motivi di separazione, viene dalla Gran Bretagna la notizia della prima infedeltà virtuale per la quale è stato chiesto il divorzio: lui, David Pollard, aveva una relazione su Second Life, il più incorporeo dei tradimenti.

Quanto alla vita reale, la rete pullula di guide pratiche all'adulterio, di decaloghi "per non farsi beccare", trucchi, sotterfugi, suggerimenti, occhio agli sms e alle email, siti (per esempio tradimento. net) e social networks dove intrecciare nuove avventure con garanzia di riservatezza, con la possibilità di selezionare il profilo del partner e di scegliere persino la durata del legame. Aumentano esponenzialmente le storie di sesso fra persone che si sono conosciute online, e si moltiplicano anche i siti che vendono alibi per adulteri.

Oggi l'infedeltà sembra essere diventata uno stile di vita, quasi una moda, un'opzione di massa e sempre più sessuologi disquisiscono di "adulterio terapeutico che fa bene all'armonia della coppia". Da scandalo a motivo di vanto, una trasgressione veniale, sdoganata, derubricata. Quasi un diritto, un'opportunità per esprimersi, in certi casi per risarcirsi, basta scorrere le varie poste del cuore.

(1 dicembre 2008)

DIFFERENZE FRA UOMINI E DONNE NEL TRADIMENTO

NEW YORK
Troppo sospettosi e guardinghi, gli uomini non si fidano della fedeltà della partner anche se non hanno motivi di dubitare; ma quando lei tradisce, lui sa scoprire le corna nel 75% dei casi. Lei invece è più brava di lui a nascondere il tradimento. È quanto emerge da uno studio dello psicologo Paul Andrews della Virginia Commonwealth University di Richmond pubblicato sulla rivista Human Nature e reso noto questa settimana dal magazine New Scientist. Ma non è tutto, dallo studio è emerso pure che malgrado sia meno brava a scoprirlo in fallo e anche meno ingiustamente sospettosa del partner, lei sembra anche più abile a non farsi scoprire.
Gli psicologi hanno proposto dei questionari confidenziali a 203 giovani coppie e le differenze tra i sessi in fatto di corna sono emerse lampanti: intanto il 29% degli uomini ha ammesso di essere stato infedele contro il 18,5% delle donne. Poi lui ha mostrato di essere più guardingo di lei e molto spesso a sproposito, diffidando ingiustamente della fedeltà della partner. Però quando infedeltà c’è stata è sempre lui il più bravo a scoprirla: le sue deduzioni in fatto di fedeltà o infedeltà della partner si rivelano infatti corrette nel 94% dei casi (contro l’80% di quelle di lei), e lui nel 75% dei casi riesce a cogliere in fallo la partner fedifraga, cosa che a lei riesce solo nel 41% dei casi.

mercoledì 22 ottobre 2008

DECALOGO AL FINE DI CONFESSARE UN TRADIMENTO

MILANO - Confessare al proprio partner un tradimento può alleviare i sensi di colpa, ma rischia di trasformare la propria vita in un inferno. Lo sanno bene i piu' incalliti Don Giovanni che spesso negano una relazione extraconiugale anche davanti a prove inconfutabili.
Un
articolo pubblicato sul sito web del Times di Londra sembra sdoganare questa filosofia del silenzio, anche se, ricorda il quotidiano inglese, vi sono casi estremi in cui e' sempre meglio confessare l'adulterio.
LE DIECI COSE DA SAPERE - Alla fine prima di "vuotare il sacco" ogni fedigrafo pentito dovrebbe pensare a ciò che va incontro e ricordare queste 10 importanti verità:
1) Essere infedeli non e' una cosa comune come tante persone credono. Una ricerca del 2006 condotta dalla Bbc su un campione di 46.000 persone rivela che solo un marito su cinque e una moglie su dieci hanno tradito il proprio consorte durante la loro vita matrimoniale. Messaggio sottinteso del Times : «Non cercate di salvare il rapporto di coppia con la falsa verita’ che tutti tradiscono»
2) Se durante un viaggio di lavoro si commette eccezionalmente un adulterio e il proprio partner non ha modo di scoprirlo, chi vuole preservare il proprio rapporto di coppia deve sapere che l'onesta non e' necessariamente la migliore stategia da adottare.
3) I sensi colpa ti attanagliano e vuoi un giusto consiglio? Allora rispetta il tuo partner e invece di rivolgerti ad un amico, chiedi un parere ad una persona davvero terza. In Inghilterra vi sono «i consiglieri telefonici», veri e propri professionisti, che alla modica cifra di 45 sterline all'ora offrono i propri pareri su qualsiasi questione amorosa (In Italia purtroppo tanti partner infedeli e pentiti continuano a rivolgersi a cartomanti televisive).
4) Se la relazione extraconiugale è in corso e c'è la possibilità che qualcun altro possa rivelare il tradimento al tuo partner, anticipalo e confessa tutto. Aver ceduto per una notte alla tentazione può essere perdonato. Chi mente invece non e' mai perdonato.
5) Non si può compromettere la salute sessuale del proprio partner. Se sei stato così sciocco da fare del sesso non protetto fai dei controlli. Naturalmente alcuni virus che si trasmettono per via sessuale come quello dell’HIV s'individuano solo dopo almeno tre mesi dal rapporto sessuale occasionale. Dunque in questi casi bisogna confessare sempre la verita' al partner affinche' lui o lei possano sottoporsi agli stessi controlli medici.
6) Quando confessi il tradimento al tuo partner il tuo motivo ispiratore dovrebbe essere un genuino desiderio di cambiare o terminare con delicatezza la propria relazione amorosa. Mai confessare per alleviare il proprio senso di colpa, per sfogarsi o per pareggiare i conti.
7) L'infedeltà è spesso un sintomo, non una causa, delle difficoltà in una relazione e confessare potrebbe rafforzarti nell'affrontare questioni fondamentali. Ad esempio, se tu sei ubriaco o hai preso qualche droga durante le tue relazioni extraconiuguali, il tuo vero problema forse non è la fedeltà, ma la tua dipendenza da droga e alcol.
8) Frank Pittman, uno psichiatra esperto di relazioni affettive, dice che ci sono 4 tipi di infedeltà: a) l'infedelta' involontaria (si tratta di un rapporto non voluto che capita a volte quando si e' ubriachi o a causa della propria negligenza);b) il tradimento romantico (incontri qualcuno che e' meraviglioso mentre tu stai vivendo una grande crisi nella tua vita)c) l'accordo matrimoniale (e quel tipo di tradimento che ti conforta mentre tu stai vivendo un matrimonio che non vuole finire e non vuole rinascere); d) il tradimento del donnaiolo (quello vissuto dagli uomini che hanno continuamente bisogno di affermare la loro virilita' o dalle donne che sono figlie di ex mogli di donnaoioli)
9) I rapporti extraconiugali sono la principale causa di divorzio
10) Solo il 3% di 4100 uomini infedeli alla fine lascia la propria moglie e si sposa con l'amante. Inoltre il 75% delle persone che sposano le loro amanti prima o poi divorziano
Articolo completo al seguente indirizzo:
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_20/dieci_cosa_da_sapere_confessare_tradimento_932ea24e-9eb1-11dd-b7ca-00144f02aabc.shtml

domenica 14 settembre 2008

LE DIVERSE RISPOSTE AL TRADIMENTO

Lui, lei, l’altro. Oppure lei, lui, l’altra. Si tratta del tipico triangolo amoroso, che abbiamo visto in mille storie o magari anche sperimentato nella nostra vita, come protagonisti o come vittime. Tradire è una brutta cosa, ma molto più frequente di quanto si possa immaginare. Ciò che però cambia è la modalità con cui uomini e donne reagiscono al tradimento, una volta che questo viene scoperto. Lo studio, del professor Felson, psicologo della State University of New York, va proprio a definire come la gelosia si esplichi tra uomo e donna, vittime di un tradimento. L’uomo, per lo più, ha un atteggiamento aggressivo nei confronti del rivale in amore: il primo pensiero è quello di farla pagare all’altro. Le donne, invece, se la predono con il marito fedifrago o il compagno infedele, piuttosto che con l’altra, nei confronti della quale provano un moto di empatia, perché si sentono in fondo coinvolte nello stesso problema, cioè dividere uno stesso uomo che si è dimostrato inaffidabile. La ragione di queste due diverse modalità di comportamento risiede probabilmente nel ruolo sociale che uomini e donne hanno sempre avuto, fin dalla notte dei tempi. Il maschio, per proteggere la propria leadership nel branco, deve infatti affrontare i giovani pretendenti al suo trono. Le femmine, invece, che sentono la necessità di essere protette da una figura affidabile, finiscono con il rimproverare all’uomo non tanto la scappatella in sé (almeno non consapevolmente) quanto il tradimento della fiducia legata al progetto di vita in comune. Per contro le femmine che tradiscono hanno già disinvestito rispetto alla capacità del maschio di difenderle e renderle felici. Gli uomini che tradiscono assecondano il loro istinto per cui cercano di assicurare i loro geni per la perpetuazione della specie.
Articolo completo al seguente indirizzo:

OGNI COPPIA PRESENTA UN ALTO RISCHIO DI TRADIMENTO

NON E' una buona notizia per le coppie, neonate o navigate: le probabilità di tradire il partner in una relazione, quantificate ora da uno studio canadese, sono impietosamente alte, dal 40 al 76 per cento. Un colpo per il buonumore e la fiducia o forse una presa di coscienza della realtà. Di certo, il numero ha stupito anche i ricercatori del dipartimento di psicologia dell'Università di Montreal che hanno condotto lo studio, il primo che cerchi di trovare una spiegazione scientifica per un comportamento che mette quotidianamente a rischio famiglie e unioni pluriennali. "E' una cifra molto alta" ammette la dottoressa Geneviève Beaulieau-Pellettier. Ma quello che sfugge è la motivazione 'autodistruttiva' che spinge a mettere a rischio una relazione consolidata. In particolare gli scienziati hanno cercato di capire se l'infedeltà sia collegata a una fobia dell'impegno sviluppata fin dall'infanzia, sulla quale ha un'influenza fondamentale il comportamento dei genitori in casa, che si osserva da bambini. Secondo i ricercatori, il traditore per eccellenza ha il seguente identikit: non è a proprio agio in intimità, cerca relazioni sessuali al di fuori della coppia e non si fa troppi problemi a tradire la fiducia del compagno.
.... L'infedeltà potrebbe essere una precisa strategia emotiva adottata dalle persone che hanno difficoltà di attaccamento e impegno. Tradendo, si distanziano dal partner e mantengono il loro spazio e la loro libertà, spiegano gli scienziati. Non a caso la ragione più citata dai volontari per spiegare il loro comportamento è stata proprio la volontà di distanziarsi dal compagno per evitare di sentirsi impegnati. L'unica consolazione di fronte a questo quadro è la sostanziale equità fra i due sessi: lei tradisce quanto lui. Con buona pace dei luoghi comuni. (10 settembre 2008)
Articolo completo al seguente indirizzo:

martedì 1 aprile 2008

L'amore rende monogami, il sesso traditori

L'amore è cieco e rende ciechi. Solo l'amore, e non il semplice desiderio, permette ad una persona di prendere un impegno esclusivo con un'altra. Amare una persona, infatti, assorbe talmente tante energie emotive da rendere ciechi agli stimoli esterni e alle tentazioni. L'amore, come la vendetta, rientra in questi sentimenti definiti dagli psicologi "commitment device": sono degli stratagemmi che la mente usa per impegnarsi nel perseguire un obiettivo e non farsi distrarre da altro.

Lo ha dimostrato una ricerca condotta da un gruppo di psicologi della University of California di Los Angeles; il lavoro è stato pubblicato sull'ultimo numero della rivista Evolution and Human Behavior. L'attrazione fisica e il sesso, secondo quanto sostenuto dallo studio, non sono uno stimolo sufficiente a fare nascere un patto di esclusività tra due persone. Ma come fa l'amore a sedare l'istinto di guardarsi intorno o di essere promiscui? Semplice: quando si è innamorati c'è una prima fase in cui si è completamente presi dall'altra persona per cui cervello ed emotività sono completamente assorbiti (o annebbiati dipende dai punti di vista) dal pensiero dell'altro. In questa fase si costruisce con la persona che si ama una vita fatta di abitudini, di cose condivise, di tempo passato insieme. Questa costruzione richiede tempo ed energie, richiede anche di focalizzarsi sul raggiungimento dell'obiettivo: la vita insieme. È in questa fase che bisogna concludere! È questo il momento cruciale in cui una persona è in grado di assumersi la responsabilità di una scelta monogama, né prima né dopo. La tempistica è fondamentale. Fonte: Gonzaga G et al. Love, desire, and the suppression of thoughts of romantic alternatives. Ev Hum Beh 2008;29:119-26.
emanuela grasso
www.yahoo.it

lunedì 24 marzo 2008

AMORE FRA COLLEGHI UTILE PER LA PRODUTTIVITA'

Roma, 29 feb. (Adnkronos) - Scrivanie 'roventi' a vantaggio della produttività, almeno in Norvegia. Sembra infatti, secondo uno studio della sessuologa norvegese Elsa Aalmas, che l'amore faccia bene al lavoro: le relazioni tra colleghi favoriscono il rendimento. Alla ricerca, che confuta un diffuso pregiudizio contro i flirt in ufficio, fa eco uno studio condotto in Italia dall'associazione 'Donne e qualità della vita' che, sotto la guida dalla sessuologa Serenella Salomoni, ha approfondito l'argomento su un gruppo di 480 italiani fra i 25 e i 55 anni, concentrandosi sulle dinamiche di un eventuale rapporto con il proprio capo. Dalla ricerca norvegese emerge che un lavoratore su cinque ha avuto almeno una relazione con un collega, e una coppia su dieci si è formata proprio sul posto di lavoro. In generale, poi, la gran parte degli intervistati è convinta che una storia con un vicino di scrivania dia più felicità ed energia: dunque si rende di più. "Le persone che legano con i colleghi - assicura la Aalmas - conoscono meglio i propri sentimenti e questo produce più energia e più capacità di lavoro". Ad analoghe conclusioni è arrivato lo studio italiano curato dalla Salomoni. Le persone intervistate e innamorate di un collega o di un superiore, sostengono di essere più produttive nel 65% dei casi. Un intervistato su tre afferma di superare abbondantemente l'orario di lavoro pur di stare vicino al partner. Con, a suo dire, ricadute positive per il proprio operato. Inoltre uno su due confessa di andare al lavoro più volentieri. Uno su cinque svela di portarsi perfino del lavoro a casa per mantenere un rapporto ideale e a distanza con la persona amata. Sempre secondo lo studio, non è vero che le relazioni in ufficio pregiudichino i rapporti di lavoro. Anzi: il 38% del campione sostiene di aver un buon rapporto con i colleghi, il 26% lo giudica discreto e il 36% grazie all'afflato amoroso pensa anche di più al lavoro. Inoltre, a tutto vantaggio dei datori di lavoro, chi è innamorato cambia posto mal volentieri. Un intervistato su sette ha addirittura rivelato di aver rifiutato offerte di altre ditte con aumenti di stipendio o promozioni solo per poter stare vicino alla persona amata. Nel dettaglio, il 65% delle donne innamorate in ufficio ha una relazione con un uomo in una posizione gerarchica superiore. Nel 20% dei casi la relazione è con un pari grado e soltanto il restante 15% del campione ha un flirt con un collega in una posizione inferiore. E le lavoratrici con una liason con un superiore sono anche disposte ad ammettere (una su tre) che tra i loro obiettivi c’è anche la possibilità di un avanzamento di carriera. Esigua, però, la percentuale di chi ammette di farlo esclusivamente per avanzare di grado. Appena il 15% delle donne definisce la propria relazione lavorativa 'strumentale', come il 5% degli uomini.

PERCHE' SI E' FEDELI IN AMORE ?

Volare di fiore in fiore o scegliere qualcuno per la vita? I misteri dell'amore hanno incuriosito per anni gli scienziati, che si sono interrogati a lungo sul perche' molti siano felici di restare fedeli al proprio partner. E questo nonostante, a rigor di logica, rinunciare alla possibilita' di relazioni adulterine non abbia senso, dal momento che l'uomo in genere privilegia i vantaggi immediati a quelli a lungo termine.
Ebbene, secondo lo psicologo sociale Gian Gonzaga il fascino della fedelta' non e' piu' un mistero. L'esperto e' convinto di aver capito come l'emozione d'amore ci tenga lontani dalle braccia di aitanti sconosciuti, e perche' nel corso dei millenni la fedelta' si sia evoluta come 'collante' delle famiglie.
Gonzaga, ex ricercatore dell'Universita' della California attualmente al lavoro per un sito di cuori solitari, ha studiato 60 studenti che erano impegnati in relazioni sentimentali (in media da tre anni) sottoponendoli a un test per rilevare il grado di coinvolgimento amoroso e la fedelta'. Nel corso del test, a tutti venivano mostrate foto di un affascinante giovane, o di una bella fanciulla misteriosa. Mentre eseguivano l"esame', gli studenti dovevano cliccare un'icona speciale, ogni volta che pensavano alla bellezza tentatrice.
In particolare, si legge sul 'Daily Mail', 20 studenti dovevano raccontare per iscritto i momenti in cui si erano sentiti piu' innamorati del loro partner. Altri 20 dovevano descrivere gli episodi 'bollenti', in cui si erano sentiti piu' attratti sessualmente, mentre gli ultimi potevano raccontare quello che volevano.
Cosi' il ricercatore ha scoperto che il gruppo degli 'innamorati' cliccava la foto tentatrice solo un terzo delle volte rispetto al gruppo degli 'accesi dal desiderio', e un sesto rispetto al gruppo quelli di controllo.
Insomma, l'amore e' come un antidoto contro le tentazioni. "Questo - dice infatti Gonzaga - suggerisce che l'amore abbia una funzione distinta dal desiderio, e possa agire come una sorta di dispositivo che aiuta a mantenere l'impegno".