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sabato 9 agosto 2008

I COSTI DELL'AMORE

Al primo posto Italia e Francia con quasi 2 miliardi spesi ogni anno
La ricerca dell'amore ci fa penare, trovare un compagno di viaggio ci rende sereni o ci riempie di preoccupazioni. Ma quanto siamo disposti a spendere per la ricerca e per mantenere queste emozioni? Un sondaggio ha chiesto ai single dei 13 Paesi europei di guardarsi dentro le tasche e di fare la somma del denaro speso e investito nell’arco di un anno per tutto ciò che ha a che fare con l’amore: il primo incontro, i regali, ma anche la cura del proprio aspetto, gli aperitivi, le cene, i week end. «La tendenza oggi sempre più diffusa è quella di dedicarsi seriamente alla ricerca del partner – afferma Constantin Wiethaus, Country Manager Parship Italia –; in Italia si rileva una maggiore insoddisfazione nei confronti dei servizi “leggeri” di dating: il flirt o la relazione occasionale, la chat che consente di ottenere un risultato immediato, non rappresentano più lo stimolo principale di chi naviga nella Rete». In Europa – nel 2007 - sono stati spesi 10,36 miliardi di euro. Primi in questa classifica risultano l’Italia e la Francia, a pari merito con poco meno di 2 miliardi (rispettivamente: 1,963 e 1,958). Non badano a spese anche i tedeschi con 1,87 miliardi, seguiti dagli inglesi con 1,6 miliardi. Molto distaccata la Spagna che spende 1 miliardo all’anno. Nella lista di chi spende meno per l’amore troviamo l’Irlanda con 522 milioni, il Belgio con 309 milioni, l’Austria con 244 milioni, la Svizzera con 191 e la Norvegia con 183. Gli svedesi sfiorano i 169 milioni, non lontani dai 156 dei danesi. All’ultimo posto l’Olanda, in cui vengono investiti complessivamente solo 92 milioni. In Europa l’importo medio di spesa annuale per ogni single è pari a 260 euro. Nel complesso, sono 42 milioni i single europei attualmente alla ricerca del partner; in Italia 4,7 milioni si dichiarano attivamente coinvolti nella ricerca del partner e spendono in un anno 418,44 euro a testa. In questa cifra rientrano oltre a cioccolatini, fiori e ogni genere di regalo, sedute dall’estetista, aperitivi, cene e week end, anche le spese per il dating on line. Negli ultimi dodici mesi, gli italiani si sono impegnati di più nella ricerca di un partner con una media di 3,5 incontri. Seguiti dagli austriaci con 3 incontri e dagli svizzeri con 2,7. La percentuale più bassa spetta agli inglesi con appena 1,4 incontri. Dalla ricerca è emerso che a livello europeo, in questo momento, un single su due sta chiedendo aiuto al dating on line (un po’ meno gli italiani: uno su tre). Il 48% degli intervistati (47,30% dei single italiani) dichiara di impiegare almeno tre anni per la ricerca di un partner.

lunedì 24 marzo 2008

ADDIO VIA SMS

Dal cellulare alle email, dilaga l'uso della tecnologia per comunicare la fine di una relazione. La ricerca di un sito britannico
Due parole secche: “Ti lascio”. E' sempre un dramma sentirsele dire come termine di una relazione . Peggio ancora doverle leggere sul display di un cellullare o sullo schermo del pc.
Già, perché sembra stia diventando sempre più diffusa la pratica di scaricare la propria metà via sms o email .
Un sondaggio condotto da moneysupermarket.com mostra che almeno una persona su sette ha vissuto l'esperienza provata da Kevin Federline , l'ex marito di Britney Spears, il quale ha saputo da terzi della causa di separazione inoltrata dalla pepata mogliettina, mentre era impegnato nella registrazione di uno show.
Il sondaggio ha mostrato che il 15 percento delle 2.194 persone sentite ha subito la triste sorte di leggere il fatidico “Tra noi è finita” via sms o posta elettronica. Ma ci sono forse segnali di redenzione da patologia tecnologica: un quarto del campione nella fascia tra i 18 e i 24 anni – molto sensibile al fascino della tecnologia – ammette che, se si presentasse il caso, sceglierebbe una più tradizionale lettera cartacea . Della volontà di dirlo di persona non vi è tuttavia traccia.
Certo, il sistema può sembrare alquanto vigliacco , ma è sempre meglio di quanto fa il quattro percento del campione intervistato, che per terminare una storia d'amore semplicemente ha confessato di tagliare ogni comunicazione senza più dare notizia di sé.
"La maggior parte di noi spedisce mail o sms – dice Rob Barnes di moneysupermarket.com – quindi non cè da sorprendersi se molti usano questi strumenti anche per comunicazioni di questo genere, per quanto sia sgradevole".
La pratica sembrerebbe inoltre investire tutte le culture e le latitudini. Di recente in Egitto, una donna ha chiesto chiarimenti ad un tribunale riguardo la validità legale della dichiarazione di divorzio ricevuta da suo marito tramite sms. La donna, Iqbal Abul Nasr , un'ingegnere del Cairo, aveva perso una telefonata da parte del coniuge e poco dopo ha letto sul suo telefono cellulare: "Divorzio da te perché non hai risposto a tuo marito".
Certo, in questo caso bisogna considerare che in linea con la sharia , la legge islamica, non è necessario che gli uomini vadano in tribunale per presentare istanza di divorzio. Qualora la corte dichiarasse legittima la richiesta, si tratterebbe del primo caso mondiale di divorzio tramite sms. Ma non sembra che la cosa sia destinata a ripetersi. Il caso infatti ha scatenato sconcerto nel mondo musulmano e alcuni paesi, come la Malesia , hanno abolito la pratica. Articolo tratto da ALICE Notizie (www.alice.it)